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26.11.2015
Tumore della prostata: otto anziani su 10 non sanno che si puo’ prevenire
Reggio Emilia, 26 novembre 2015 – In Emilia Romagna, il tumore della prostata colpisce ogni anno circa 3.780 persone (35.000 in tutta Italia). È la prima neoplasia tra gli uomini di età superiore ai 65 anni, ma 8 cittadini su 10 non sanno che si può prevenire attraverso la conduzione di sani stili di vita. In Emilia Romagna, circa il 34% degli uomini e il 25% delle donne di età superiore ai 70 anni è in sovrappeso, il 10% di loro è obeso (rispetto alla media nazionale complessiva pari al 46,4%), più del 21% consumano alcool in quantità rilevante, uno su dieci fuma e un terzo dei nonni è completamente sedentario. “Si tratta di dati significativi, spesso frutto di miti sbagliati – spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e direttore dell’Oncologia Medica dell’IRCCS di Reggio Emilia – che testimoniamo quanto sia sempre più importante informare i cittadini sulle malattie oncologiche ed educare a stili di vita corretti non solo il paziente in età avanzata, ma anche chi interviene nella gestione quotidiana della malattia”. Per rispondere a questo crescente bisogno informativo l’AIOM promuove su tutto il territorio nazionale il progetto Prostata: sul tumore vince chi gioca d’anticipo, un vero e proprio “Tour della prevenzione” in venti città, che porta gli oncologi a parlare esclusivamente agli anziani di lotta alle neoplasie nei centri ricreativi per la terza età. L’iniziativa, realizzata grazie al contributo incondizionato di Janssen, farmaceutica di Johnson & Johnson, è giunta alla nona tappa, che si svolge oggi pomeriggio alle 16.30, presso la sede dell’Associazione Italiana Arbitri “U. Pedroni” dello stadio comunale “Mirabello” di Reggio Emilia. Il tour si focalizza soprattutto sui tumori della terza età, in primo luogo quello della prostata (il più frequente tra gli over65) per spiegare che si deve prevenire, ma anche che quando colpisce può essere vinto e si può tornare ad una vita normale. “Con questa campagna, la prima nel suo genere in Italia, – aggiunge il prof. Carmine Pinto – abbiamo scelto di focalizzarci su un tumore solido che interessa maggiormente la terza età e per il quale non esistono finora programmi di informazione e di screening adeguati. Negli anziani, infatti, il rischio di cancro è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Tuttavia, il 40% dei tumori può essere prevenuto attraverso uno stile di vita sano – prosegue Pinto –. Abbandonare comportamenti a rischio come il fumo o la sedentarietà presenta enormi vantaggi anche in un’età matura, riducendo la probabilità di sviluppare una neoplasia; una dieta sana ha importanti effetti preventivi e, anche nelle persone colpite da cancro, rallenta la progressione della malattia e aiuta il paziente a rispondere meglio alle terapie. Ecco perché l’oncologo ha un ruolo chiave nell’indicare al paziente non solo in cosa consiste la patologia e a quali trattamenti sarà sottoposto, ma soprattutto come gestire il tumore nel quotidiano, a partire dalla correzione di quei comportamenti scorretti come il fumo, il consumo di alcolici, alimentazione poco equilibrata e la sedentarietà. La maggior dei tumori nella terza età – continua l’esperto – sono scoperti in fase avanzata. E spesso non tutti questi pazienti accedono ai trattamenti più innovativi. Per questo nel corso dell’incontro di oggi illustrerò anche i concetti di screening e di tempestività della diagnosi. Prima si intercetta la malattia, maggiori sono le possibilità di superarla con una buona qualità di vita, anche se si è ultrasettantenne. Oltre il 91% dei pazienti colpiti da tumore della prostata oggi sopravvive o convive con il cancro. Ma a differenza di altri tumori, per quello prostatico non esistono ancora programmi di screening efficaci come la mammografia e il sangue occulto nelle feci. Per questo, abbiamo preparato e distribuiremo un opuscolo informativo che consente a tutti i cittadini, ai malati e ai caregivers di conoscere la patologia, capire cos’è e quando può essere fatto il psa e fornisce consigli pratici su come gestire il forte impatto che la malattia ha nella quotidianità della persona”. “La nostra azienda è orgogliosa di scendere in campo al fianco degli oncologi in un progetto così importante – afferma il dott. Massimo Scaccabarozzi, Managing Director di Janssen, che rende possibile il progetto –. Le campagne focalizzate sulla prevenzione e sulla creazione di cultura sui tumori rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche. Il nostro scopo non è solo fornire ai pazienti le migliori terapie possibili ma contribuire a far sì che cultura, conoscenza e prevenzione possano continuare a diventare un’arma in più a disposizione per la sconfitta di un male, che conoscendolo meglio, può in primis essere evitato e poi, quando purtroppo dovesse presentarsi, essere curato nel miglior modo possibile”.