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02.11.2015
Rapporto Crea 2015: Spesa sanitaria italiana -28% rispetto all’UE
Roma, 2 novembre 2015 - “La spesa sanitaria italiana è del 28,7% più bassa rispetto ai Paesi EU14, con una forbice, anche in percentuale del PIL, che si allarga anno dopo anno. Ed è inutile farsi aspettative su ulteriori risparmi: il sistema attuale non riesce ad annullare le disuguaglianze. Per questo serve una ‘moratoria’ a medio termine per impedire ulteriori tagli al comparto”. Ma si deve pure cambiare perché “quello sin qui realizzato è un Universalismo non omogeneo, crescentemente diseguale, e che dopo oltre 30 anni è forse doveroso chiedersi se non dipenda anche da qualche elemento di obsolescenza del disegno originario”. Questa una delle analisi e controproposte principali che emergono dall’11ª edizione del Rapporto Sanità a cura di C.R.E.A. Sanità-Università di Roma Tor Vergata presentato oggi a Roma. Una spesa bassa, quindi, ma in compenso gli italiani “registrano un buon livello di salute che insieme al basso livello di spesa confermerebbero l’efficienza della Sanità”, anche se - avvertono i ricercatori - “stiamo velocemente perdendo il nostro vantaggio in termini di salute e il processo di convergenza sui livelli (peggiori) degli altri Paesi sembra avere accelerato negli ultimi 10 anni”. Cresce anche la spesa privata, la cosiddetta out of pocket (+14,5% nel 2014) e se le Regioni in rosso vedono calare i loro disavanzi sanitari, il merito va più all’inasprimento fiscale a livello regionale (con differenze anche fino all’88%), che a effettivi riordini del sistema.