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2016-02-25
Farmaci innovativi: il Parlamento europeo si impegna a facilitare l'accesso
Strasburgo, 25 febbraio 2016 - Via libera da parte del Parlamento Europeo ha nuove norme per facilitare l’accesso a medicine innovative da parte dei pazienti. Ieri la Commissione Envi ha dato l’ok agli emendamenti presentati sul regolamento 726/2004. Le modifiche proposte ridurranno   drasticamente i tempi tra l’autorizzazione alla commercializzazione di un nuovo farmaco e le decisioni dei singoli paesi sul relativo rimborso. In molti stati del Vecchio Continente il valore dei medicinali è stabilito sulla base del valore aggiunto che questi apportano ai malati rispetto alle medicine già disponibili (questo concetto è conosciuto come “relative effectiveness”), e ovviamente anche in base alle risorse finanziarie a disposizione dei vari paesi. La relative effectiveness è calcolata usando gli stessi dati presi in considerazione dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) al fine di permetterne la commercializzazione in ciascun Paese. Tutti i Paesi europei sono obbligati ad adottare e rendere disponibili i nuovi farmaci entro 180 giorni dall’autorizzazione di EMA. Tuttavia, come ha documentato ECPC (European Cancer Patient Coalition), questi parametri generalmente non vengono rispettati. Infatti, l’accesso alle nuove medicine salvavita è ritardato anche perché ogni paese deve effettuare la propria valutazione di relative effectiveness. Questa procedura crea differenze molto marcate nella tempistica di accesso ai nuovi farmaci: ne deriva che lo stesso farmaco è valutato per la sua efficacia 28 volte (una per ogni paese membro), pur basandosi sempre sugli stessi dati. “È questa una grande sfida portata avanti con impegno e continuità da ECPC - ha affermato il prof. Francesco De Lorenzo presidente dell’ECPC -, a nome e per conto delle 378 organizzazioni europee federate operanti in tutti i Paesi europei, ed è stata vinta con la convinta collaborazione innanzitutto dell’On. Elisabetta Gardini e con l’adesione di una larga maggioranza di parlamentari europei. Ricordo a tal proposito la dichiarazione presentata dagli on. Gardini, Pedicini (Italia, Movimento5Stelle), De Backer (Belgio, ALDE), Grapini (Romania, S&D), in cui si chiedeva alla Commissione e agli Stati Membri un impegno a migliorare l’accesso ai farmaci innovativi. Tale documento è stato sottoscritto da più di 160 Membri del Parlamento Europeo (MPE). In seguito, ECPC ha dato il proprio supporto all’On. Gardini e ad altri 18 MPE, promotori della Dichiarazione Scritta 30/2015 sui diritti dei malati di cancro, sottoscritta da più’ di 250 MPE, in cui ancora una volta veniva riaffermato e ulteriormente precisato l’impegno a facilitare l’accesso ai farmaci innovativi attraverso le procedure indicate negli emendamenti".