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2015-11-21
Tumori, 37 molecole innovative approvate in cinque anni

Rimini, 21 novembre 2015 – In cinque anni (2009-2013) sono state introdotte a livello globale 37 nuove molecole anticancro. E nel 2014 sono state ben dieci. La crescente disponibilità di armi innovative ha permesso di raggiungere risultati impensabili fino a pochi anni fa. Ad esempio, grazie all’immuno-oncologia che potenzia il sistema immunitario per combattere le cellule malate, il 20% dei pazienti colpiti da melanoma in fase avanzata è vivo a un decennio dalla diagnosi e nel tumore del polmone (non squamoso) metastatico, che finora presentava scarse opzioni terapeutiche, il 39% è vivo a 18 mesi. Ma i pazienti italiani hanno avuto accesso solo a 22 delle 37 nuove molecole: la disponibilità più ampia è stato offerta dagli Stati Uniti (31 su 37), Germania (28 su 37) e Gran Bretagna (28 su 37). Per questo è necessario istituire nel nostro Paese un Fondo Nazionale per l’Oncologia. L’appello alle Istituzioni viene dal IV Congresso Nazionale della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute in corso a Rimini, con la partecipazione di rappresentanti del mondo della Sanità, delle Associazioni dei pazienti e delle Società scientifiche. “L’Italia è il Paese più vecchio d’Europa: il 20% della popolazione ha oltre 65 anni, per un totale di 12 milioni di persone – spiega Roberto Messina, presidente nazionale Senior Italia FederAnziani -. E l’invecchiamento rappresenta un fattore determinante nello sviluppo del cancro. È essenziale creare subito questa fonte specifica di risorse dedicate per far fronte alle richieste di tutti i cittadini colpiti dalla malattia e per garantire i migliori trattamenti disponibili senza differenze fra le varie Regioni”. A sostegno del Fondo è stata aperta una petizione popolare con una raccolta di firme a partire dal Congresso di Rimini fra i 7mila delegati. Oggi il 60% dei pazienti guarisce (alla fine degli anni Settanta solo poco più del 30%, negli anni Novanta quasi il 47%), grazie a terapie sempre più efficaci, e la loro qualità di vita è migliore. È in costante crescita il numero delle persone che vivono con questa diagnosi e che presentano esigenze specifiche: nel 2015 sono circa 3 milioni (4,9% degli italiani) con un incremento, rispetto al 2010, del 17% (+20% fra gli uomini e +15% fra le donne). Negli ultimi anni inoltre è cresciuto il peso economico delle terapie anticancro. Per la prima volta infatti i farmaci antineoplastici e immunomodulatori si collocano in seconda posizione (dati AIFA 2014), subito dopo i trattamenti cardiovascolari, per impatto sulla spesa farmaceutica complessiva (3.934 milioni di euro) e al primo posto per spesa pubblica a carico del Servizio Sanitario Nazionale (3.899 milioni), in crescita del 9,6% rispetto al 2013. La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è aumentata dal 1990 al 2007 del 18% fra gli uomini e del 10% fra le donne. Nel 2015 sono previste 363mila nuove diagnosi, più della metà riguarda gli over 70. “La Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute è una piattaforma tecnico-scientifica che promuove e coordina un’attività sinergica, condivisa e concreta tra tutti gli attori del Servizio Sanitario Nazionale – sottolinea Messina -. La sostenibilità del sistema e la sopravvivenza degli standard a cui siamo abituati potranno essere garantite solo da una gestione accurata delle trasformazioni in atto. Abbiamo bisogno di ancorare i nuovi modelli di analisi e di gestione della salute, più adatti alla realtà che cambia, a fondamenta solide e condivise da parte di tutti gli attori in gioco. La costituzione di un Fondo Nazionale per l’oncologia è il primo passo per garantire la sostenibilità del sistema e un uso razionale delle risorse”.
Negli anziani il rischio oncologico è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Tra gli uomini over 70 il tumore della prostata è al primo posto (20%), seguito dal polmone (17%), colon-retto (14%), vescica (12%) e stomaco (5%); tra le over 70 è quella della mammella la neoplasia più frequentemente diagnosticata (21%), seguita dal colon-retto (17%), dal polmone (7%), dallo stomaco (6%) e dal pancreas (6%). “L’Istituzione di un Fondo Nazionale – continua Messina – consentirà anche di migliorare il coinvolgimento degli anziani nei programmi di screening e nelle sperimentazioni cliniche dei trattamenti innovativi”. Al Congresso di Rimini, pazienti, medici di medicina generale, specialisti, società medico-scientifiche nazionali e internazionali, il mondo delle farmacie e dei servizi, le Università e la ricerca scientifica, esponenti della giurisprudenza, dell’economia sanitaria e delle Istituzioni affrontano un percorso comune di valutazione delle criticità del Servizio Sanitario Nazionale con l’elaborazione di soluzioni concrete e sostenibili. “L’obiettivo primario è promuovere l’evoluzione del Servizio Sanitario – afferma Messina - con politiche sanitarie volte a un sistema universalistico concretamente equo, omogeneo e sostenibile a tutela di tutti, nel rispetto del diritto alla salute. I tavoli di lavoro sono composti da esponenti della sanità riuniti in Commissioni Tecniche Nazionali monotematiche, che spaziano dalla psichiatria alla dermatologia, all’ematologia, all’oncologia fino alla nutrizione e al dolore. I lavori condurranno all’elaborazione di documenti in grado di contribuire alla definizione di un modello avanzato di Sistema Sanitario che promuova corretti stili di vita, la centralità della prevenzione, cure evolute e la piena presa in carico del paziente portatore di cronicità e non autosufficiente. Durante il Congresso si tengono tavoli di lavoro specifici sulla ‘medicina difensiva’ mentre la giornata di ieri ha visto lo svolgimento di un simposio ‘Regioni, Governo e pazienti verso nuovi modelli e strategie a favore della terza età’, sempre con una finestra di confronto aperto sulle best practice clinico-organizzative nazionali e internazionali”. La prevenzione e gli stili di vita sani restano una priorità assoluta, così come l’appropriatezza delle cure e l’aderenza alle terapie. “Quest’ultimo tema – conclude il Presidente Messina - presenta ancora un’elevata criticità, specie nella popolazione anziana. Non a caso oggi, nel corso del Congresso Nazionale, celebriamo la Giornata Europea per il Diritto alla Salute dedicata al tema dell’aderenza alla terapia e al suo rapporto con l’invecchiamento attivo”.